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Elizabeth Magill

March 6, 2008

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“I’m not so much painting what’s there, but what I imagine might be there”

Ancora un’altra pittrice nata in Canada (ma cresciuta in Irlanda del Nord), ancora un’altra pittrice di paesaggi il cui approccio è stato definito impure in quanto mischia pittura e fotografia, astrazione e rappresentazione, riferimenti alla cultura alta e popolare.

I paesaggi che Elizabeth dipinge sono immaginari ma allo stesso tempo riconoscibili, sono un mix di ricordi dell’infanzia e fotografie scattate durante many years as an adult émigré, sono ricchi di atmosfera ma poveri di dettagli.

Per i suoi lavori più recenti Elizabeth ha preferito dipingere immagini al tramonto o all’alba perchè proprio quando la visibilità è scarsa, one has to rely most on the imagination.

I titoli delle opere sono spesso suggestivi. Lodge (2) (2006) attualmente in esposizione alla Hugh Lane Gallery di Dublin, può essere letto come nome – e significare rifugio – o come verbo – e significare in generale alloggiare, ospitare.

Davvero uno piccolo capolavoro (misura solo 30cm x 30!)

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“Rooftops of Paris” in Dublin

February 6, 2008

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Ieri sono stata alla National Gallery of Ireland per una lecture su alcune delle loro nuove acquisizioni.

Solo un veloce commento sulla relatrice che ha cercato in meno di un’ora di trasmettere tutto il suo sapere ad un pubblico che seguiva trafelato e che (thank heavens for that!) ha alternato ad una pretty boring lettura (si chiamerà lecture per questo?) commenti e riflessioni un po’ più spontanei.

Fra le opere acquisite dal museo nel corso dell’anno passato, Rooftops of Paris (1886) di Vincent Van Gogh è di sicuro la mia preferita.

Questa vista di Parigi dall’appartamento di Montmartre, dove Vincent si era da poco trasferito con il fratello Theo, è molto diversa nei colori e nella composizione dal Van Gogh che tutti noi conosciamo. Se i toni scuri sono quelli caratteristici dei suoi primi lavori, nel cielo (che equamente si divide lo spazio della tela con i tetti e la vegetazione) sembra già di vedere (se ne avete l’occasione andate a vederlo da vicino, ma non troppo mi raccomando!) le pennellate vorticose di The Starry Night (1889).

Il dipinto è stato acquistato lo scorso Febbraio da Sotheby’s in London per 900,000 euro.