Posts Tagged ‘Installations’

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I’ve missed the boat

March 18, 2008

St Pat’s Day has gone and I’ve missed the boat!

No, non la Stena Line ma The Good Ship Marmalade, l’imbarcazione che Nicholas Keogh e Paddy Bloomer hanno costruito utilizzando rifiuti raccolti a Belfast e portato sul Liffey in occasione del St Patrick’s Festival.

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Un’altra (o è la stessa alla quale i due hanno semplicemente dato un altro nome?) loro bizzarra imbarcazione, la BinBoat, l’avevamo vista navigare fra i canali durante la Biennale di Venezia del 2005. Per costruirla i due exploration, investigation and plumbing specialists avevano utilizzato e riciclato i più sorprendenti materiali.

E sempre a proposito di St. Patrick, sembra che il prossimo anno le celebrazioni saranno anticipate al 15 marzo. La data non è ancora certa ma for sure, non potrà essere the traditional March 17th perchè the General Norms for the Liturgical Year and CalendarHoly Week, avvertono che le celebrazioni del santo non possono avvenire più tardi del lunedì della Holy Week, la settimana cioè che precede la Pasqua.

L’ultima volta che St Patrick’s Day è stato spostato? Nel 1940 perchè coincideva con la Domenica delle Palme.

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Shibboleth

March 16, 2008

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Shibboleth è il titolo dell’installazione pressso la Tate Modern di Doris Salcedo.

L’Oxford English Dictionary dice che shibboleth is “a word used as a test for detecting people from another district or country by their pronunciation; a word or sound very difficult for foreigners to pronounce correctly”. Shibboleth era la parola che i Galaaditi facevano pronunciare ai loro nemici Efraimiti in fuga. Non essendo in grado di pronunciare il fonema /ʃ/ (come in sciarpa), gli Efraimiti venivano facilmente individuati ed uccisi.

Le opere dell’artista colombiana hanno sempre potentemente parlato di separazione, di divisione.

Seguendo ed osservando la frattura che attraversa la Turbine Hall, guardando le persone che si chinano per misurarne la profondità e fotografarla, che ci saltellano intorno (nonostante le raccomandazioni – please watch your step, please keep children under supervision – e le notizie di persone ‘inciampate’), non si può non fermarsi a considerare il potere ancora attuale di simili stratagemmi.

A shibboleth is a token of power. Il potere di giudicare, rifiutare ed uccidere.

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Dublin’s Last Supper

February 17, 2008

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Dublin’s Last Supper è stata installata in Blooms Lane nell’estate del 2004.

Dublin’s Last Supper? Blooms Lane? Ok, allora … avete presente il Caffè Cagliostro, l’Enotaeca delle Langhe, la Bottega di Paolo? Quella è Blooms Lane! E avete presente l’opera (quella lunga quesi 10 metri ed alta più di 2) che avete a lato se decidete di bere il vostro cappuccino seduti ad uno dei tavolini fuori? Quella è Dublin’s Last Supper!

L’autore è John Byrne, artista irlandese noto soprattutto per le note satiriche che inserisce nei suoi lavori.
L’opera è stata voluta da Mick Wallace, very fond of politica e filosofia ma anche of vino e … calcio. E così, essendo (lui, the patron) un grande tifoso della Juventus, troviamo graffito sul muro a sinistra (che sarebbe quello di una chiesa, ricordate il soggetto?) il nome dell’amato club!

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Alla realizzazione dell’opera ha partecipato gente comune, quella che tutti i giorni si può incontrare per strada. Sembra che per scegliere gli apostoli l’artista sia andato in giro per la città chiedendo ai passanti “if they would like to partake in the Last Supper”. Così tra i partecipanti abbiamo per la maggior parte impiegati (Simone, Giovanni) e studenti (Gesù, Giacomo, Filippo, Matteo) ma anche un tatoo artist (Bartolomeo).

Il messaggio? Nessuna istituzione o religione, in questo caso quella cristiana, ha il monopolio della virtù.