Archive for April, 2008

h1

Ir de Pintxos

April 26, 2008

E con il tempo che abbiamo trovato (vento e pioggia quasi come in Irlanda!) potevamo solo ir de pintxos, cioè passare di bar in bar a bere vino e mangiare pintxos! I pintxos sono la versione basca delle tapas e dunque … sono stata nei Paesi Baschi, ma non solo.

Ma andiamo con ordine. Un corso accelerato di basco sarebbe stato utile non solo per capire cosa mangiare ma anche dove dirigersi. Infatti se tutti (o quasi) possono velocemente capire che centro ciudad è centro città, come la mettiamo con erdialdea? Solo per il fatto che nel novanta per cento dei casi si trova accanto a turismo bulegoa potete dedurre che il primo sta per centro città ed il secondo per informazioni turistiche!

Pochi parlano inglese ma per noi italiani credo sia più facile che per altri comprendere lo spagnolo. Nessun problema di comprensione dunque in San Sebastián o Bilbao (una curiosità, se allo sportello bancomat selezionate come lingua l’italiano potrete leggere “tasteggiate il vostro codice segreto”) ma qualche esitazione invece lungo la costa vasca dove spesso le indicazioni sono solo in basco!

Qui gli uomini davvero indossano il basco nero e portano sotto al braccio (avvolta in un foglio di giornale) la baguette! Un po’ tutte le ragazze invece hanno la frangia! Deve essere di gran moda in Spagna! Tornando all’itinerario, fra Zarautz e Getaria abbiamo costeggiato una lunga e splendida promenade a picco sul mare. Se ci andate e siete più fortunati di noi con il tempo inteso come time (noi abbiamo incontrato un numero spropositato di camion, semafori e lavori stradali!) e come weather, approfittatene per una bella e lunga passeggiata!

Ma ritorniamo al momento dell’arrivo! Bilbao mi ha subito fatto pensare a Salerno! Una Salerno sicuramente più grande, pulita ed ordinata e con un lungofiume piuttosto che un lungomare! Impressionante l’altezza dei palazzi qui come un po’ lungo tutta la costa! A Laredo che vanta di avere la spiaggia più lunga (dovete vederla, è davvero bella!) della Cantabria abbiamo trovato a circa cento metri dalla riva decine e decine di palazzi di sedici (ho detto sedici!) piani!

Volete sapere dove vanno a finire tutte le banconote da cinque euro? In Asturia! Abbiamo pagato il parcheggio (circa dieci euro) con una banconota da cinquanta e abbiamo avuto il resto in banconote da cinque! Ho usato un’altra banconota da cinquanta euro per pagare qualcosa che costava circa venti e mi è stato dato il resto in banconote da cinque!!!

Abbiamo mangiato bene ovunque ma meritano una menzione speciale: il Pulpo a la feira di La Bodeguilla de la Tasca (Santoña, Marqués de Robrero angolo con Serna Occina), il Bacalao al Pil Pil di Casa Victor (Gijón, Carretera Carmen 11), la zuppa di pesce di La Perla(San Sebastián, Paseo de la Concha) ed i dolci di La Muralla (San Sebastián, Embeltrán 3).

A Gijon non abbiamo solo mangiato! Dopo averlo cercato per ore (non troverete nessuna indicazione quindi andate subito al centro informazioni per farvi dire dove diavolo si trova!) abbiamo visitato il LABoral Centro de Arte y Creación Industrial. A breve dedicherò un intero post a questo nuovo centro e al Museo Guggenheim di Bilbao ma per il momento vi dico che lo shop del primo è di gran lunga migliore di quello del museo cattedrale basco!

Santillana del Mar (ma non è sul mare!) è bella e Oviedo vivace proprio come dicono le guide. Ad Oviedo abbiamo acquistato (e subito dopo divorato!) ottimi dolci alla Panadería Santumedé (Jovellanos, 14) e parlato un po’ di italiano con la pasticcera che a giugno si trasferirà a Ferrara.

Insomma ci è sembrato che il grande prestigio di cui la cucina basca, insieme a quella dell’Asturia e della Cantabria, gode sia senza ombra di dubbio meritato. Tutto era squisito, dall’aperitivo (caldo!) al dolce! Peccato che troppo spesso il tutto sia stato rovinato dal fumo delle sigarette! Le aree fumatori quando esistono (non ne ho mai trovate nei bar ad esempio!) non sono ben separate da quelle non fumatori e complessivamente mi è sembrato che gli spagnoli fumino davvero tanto e in tanti!

Di sicuro la parte della Spagna del Nord che più mi è piaciuta (e in cui a breve voglio tornare) è il Parque Nacional de los Picos de Europa! Per una cinquantina di chilometri abbiamo seguito la gola che il Rio Deva scava nelle montagne. Arrivati a Fuente Dé non siamo potuti salire a 1900 metri perchè il tempo era orribile ma la vista dal Parador in cui ci siamo fermati per la notte era davvero spettacolare!

Ora guardo un po’ se Ryanair vola su Santander …

h1

Rock and stroll

April 17, 2008

Prima di leggere l’ultimo post di Eleonora non avevo proprio idea di chi fosse il bronzeo capellone con chitarra in Harry Street. La mia conoscenza musicale è davvero limitata ma il fatto che gli fosse stata dedicata una scultura (grande quasi quanto quella di James Joyce in Earl Street!) non lontano da una delle principali strade dublinesi (Grafton Street) mi aveva sempre incuriosita, assai!

L’elenco dei musicisti dublinesi più o meno noti è lungo. Se siete degli appassionati, grazie ad una guida creata dall’ufficio del turismo (Dublin’s Music Trail) potete visitare tutti i luoghi di Dublino che sono associati ai nomi dei musicisti più famosi rock (Rock and stroll è il nome dell’itinerario) e folck.

Se poi per voi Liverpool è i Beatles e non i Reds, Verona è l’Arena e non Giulietta, il Brasile è la samba e non Ronaldo, Romagna è una canzone e non solo una regione, sappiate che ad Ischia l’associazione L’Isola Volante sta organizzando la seconda edizione di Viaggiatori di Note.

Io personalmente ci andrei anche già solo per le terme …

h1

Tongari-kun (Mr. Pointy)

April 16, 2008

Questo è Tongari-kun (Mr. Pointy) dell’artista Takshi Murakami.

Se siete fra quelli che di fronte ad opere del genere si chiedono “ma come hanno fatto a portarcela?”, potete vedere vari momenti dell’installazione fotografati qui.

Esposizione aperta al Brooklyn Museum fino al 13 luglio.

h1

Unique Act

April 12, 2008

Frederic Matys Thursz, Sean Scully, Carmengloria Morales, Sean Shanahan and Ruth Root. Sono i cinque pittori non figurativi protagonisti di Unique Act, esposizione aperta fino al 25 maggio presso The Hugh Lane Gallery.

In un’epoca in cui quasi tutto quello che ci circonda è prodotto in serie, in cui l’opera d’arte non è più unica perchè riprodotta in serie (ricordate le riflessioni di Walter Benjamin?) la pittura non figurativa ricopre un ruolo speciale.

Non è certo una mostra facile. Le opere possono sembrare ripetitive e stancare. “They are a compressed esperience” – ha detto Sean Scully durante una memorabile lecture alla National Gallery of Ireland circa un mese fa – che non raccontano una storia ma rappresentano qualcosa di spirituale ed universale. In questo tentativo di cercare un sostituto alla narrazione, di creare una superficie, il processo diviene fondamentale e giustifica l’atto finito ed unico.

Alcune opere, soprattutto quelle di Scully ma anche quelle della Morales, hanno una personalità più forte. Tutte celebrano il linguaggio senza limiti dei colori e delle forme e richiedono un dialogo più o meno attento. Il dialogo è complesso ma ricco!

A maggio MACRO Future dedicherà una mostra all’opera di Sean Scully. Sarà un’occasione unica per ammirare a Roma le opere di questo straordinario artista in un ancora più straordinario spazio, l’ex Mattatoio.

h1

Kerrie Jane Stritton

April 11, 2008

Sfogliando The Picture Book: Contemporary Illustration ho notato il lavoro di Kerrie Jane Stritton. Ho fatto un po’ di ricerche sul web ma non sono riuscita a trovare molto su di lei. What a pity she doesn’t have a website!

Anyway, qui potete dare un’occhiata alle prime pagine del libro.

h1

C’è munnezza e monnezza

April 9, 2008

Al di sopra di Mobile Cluster Glut (Neapolitan), un lavandino assemblato con un pezzo di bicicletta da Robert Rauschenberg nel 1987, campeggia la scritta Pigliateve ’sta munnezza mentre Non buttate via l´occasione di scoprire un´altra Napoli è l’invito della pubblicità a tutta pagina.

Questa è la pubblicità progettata dall’agenzia AM Newton 21 per il Madre, Museo d’Arte Contemporanea Donna Regina, che avendo la propria sede nel centro storico napoletano proprio non può far finta che il problema spazzatura non esista! E questo

è un manifesto della nuova campagna commissionata dall’assessorato al turismo che la mia amica Vale mi ha fatto trovare nella casella di posta questa mattina all’alba (ore 6.23).

Credete possa oscurare l’immaginario cumulato in questi ultimi mesi? Per approfondire, io ho cominciato da qui. Se qualcuno ha una foto della “vecchia propaganda democristiana” commentata a cui si fa riferimento nel primo commento al post, è pregato di renderla pubblica!

h1

We tell stories

April 2, 2008

We Tell Stories è un interessante e divertente progetto editoriale creato da Penguin per esplorare nuovi territori dove letteratura, gioco e web convivono ed interagiscono. Sei autori hanno accettato la sfida ed hanno creato nuove forme, nuovi modi di raccontare una storia specially designed for the internet.

Impensabile fino a due anni fa, la prima storia (The 21 Steps di Charles Cumming) ha utilizzato Google Maps technology. He was the wrong man, in the wrong place, at the wrong time: insomma, una vera e propria Google Maps adventure che i lettori hanno potuto seguire letteralmente step by step.

Ma forse la storia più intrigante è la settima, quella che nascosta somewhere on the internet racconta la misteriosa storia della misteriosa Alice. Indizi e particolari verrano offerti online and in the real world ai lettori che avranno voglia di giocare e vincere diversi premi fra cui The Penguin Complete Classics Library (valore oltre 13,000 pounds!).

L’ultimo Penguin project, the wikinovel, attrasse 85,000 visitatori unici in cinque settimane!