E con il tempo che abbiamo trovato (vento e pioggia quasi come in Irlanda!) potevamo solo ir de pintxos, cioè passare di bar in bar a bere vino e mangiare pintxos! I pintxos sono la versione basca delle tapas e dunque … sono stata nei Paesi Baschi, ma non solo.
Ma andiamo con ordine. Un corso accelerato di basco sarebbe stato utile non solo per capire cosa mangiare ma anche dove dirigersi. Infatti se tutti (o quasi) possono velocemente capire che centro ciudad è centro città, come la mettiamo con erdialdea? Solo per il fatto che nel novanta per cento dei casi si trova accanto a turismo bulegoa potete dedurre che il primo sta per centro città ed il secondo per informazioni turistiche!
Pochi parlano inglese ma per noi italiani credo sia più facile che per altri comprendere lo spagnolo. Nessun problema di comprensione dunque in San Sebastián o Bilbao (una curiosità, se allo sportello bancomat selezionate come lingua l’italiano potrete leggere “tasteggiate il vostro codice segreto”) ma qualche esitazione invece lungo la costa vasca dove spesso le indicazioni sono solo in basco!
Qui gli uomini davvero indossano il basco nero e portano sotto al braccio (avvolta in un foglio di giornale) la baguette! Un po’ tutte le ragazze invece hanno la frangia! Deve essere di gran moda in Spagna! Tornando all’itinerario, fra Zarautz e Getaria abbiamo costeggiato una lunga e splendida promenade a picco sul mare. Se ci andate e siete più fortunati di noi con il tempo inteso come time (noi abbiamo incontrato un numero spropositato di camion, semafori e lavori stradali!) e come weather, approfittatene per una bella e lunga passeggiata!
Ma ritorniamo al momento dell’arrivo! Bilbao mi ha subito fatto pensare a Salerno! Una Salerno sicuramente più grande, pulita ed ordinata e con un lungofiume piuttosto che un lungomare! Impressionante l’altezza dei palazzi qui come un po’ lungo tutta la costa! A Laredo che vanta di avere la spiaggia più lunga (dovete vederla, è davvero bella!) della Cantabria abbiamo trovato a circa cento metri dalla riva decine e decine di palazzi di sedici (ho detto sedici!) piani!
Volete sapere dove vanno a finire tutte le banconote da cinque euro? In Asturia! Abbiamo pagato il parcheggio (circa dieci euro) con una banconota da cinquanta e abbiamo avuto il resto in banconote da cinque! Ho usato un’altra banconota da cinquanta euro per pagare qualcosa che costava circa venti e mi è stato dato il resto in banconote da cinque!!!
Abbiamo mangiato bene ovunque ma meritano una menzione speciale: il Pulpo a la feira di La Bodeguilla de la Tasca (Santoña, Marqués de Robrero angolo con Serna Occina), il Bacalao al Pil Pil di Casa Victor (Gijón, Carretera Carmen 11), la zuppa di pesce di La Perla(San Sebastián, Paseo de la Concha) ed i dolci di La Muralla (San Sebastián, Embeltrán 3).
A Gijon non abbiamo solo mangiato! Dopo averlo cercato per ore (non troverete nessuna indicazione quindi andate subito al centro informazioni per farvi dire dove diavolo si trova!) abbiamo visitato il LABoral Centro de Arte y Creación Industrial. A breve dedicherò un intero post a questo nuovo centro e al Museo Guggenheim di Bilbao ma per il momento vi dico che lo shop del primo è di gran lunga migliore di quello del museo cattedrale basco!
Santillana del Mar (ma non è sul mare!) è bella e Oviedo vivace proprio come dicono le guide. Ad Oviedo abbiamo acquistato (e subito dopo divorato!) ottimi dolci alla Panadería Santumedé (Jovellanos, 14) e parlato un po’ di italiano con la pasticcera che a giugno si trasferirà a Ferrara.
Insomma ci è sembrato che il grande prestigio di cui la cucina basca, insieme a quella dell’Asturia e della Cantabria, gode sia senza ombra di dubbio meritato. Tutto era squisito, dall’aperitivo (caldo!) al dolce! Peccato che troppo spesso il tutto sia stato rovinato dal fumo delle sigarette! Le aree fumatori quando esistono (non ne ho mai trovate nei bar ad esempio!) non sono ben separate da quelle non fumatori e complessivamente mi è sembrato che gli spagnoli fumino davvero tanto e in tanti!
Di sicuro la parte della Spagna del Nord che più mi è piaciuta (e in cui a breve voglio tornare) è il Parque Nacional de los Picos de Europa! Per una cinquantina di chilometri abbiamo seguito la gola che il Rio Deva scava nelle montagne. Arrivati a Fuente Dé non siamo potuti salire a 1900 metri perchè il tempo era orribile ma la vista dal Parador in cui ci siamo fermati per la notte era davvero spettacolare!
Ora guardo un po’ se Ryanair vola su Santander …











